Foto Alpino

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Alpino
A cura di Luigi Morandi

Dal borgo di Levo, su sentieri vecchi, ma riportati alla loro secolare percorribilità dal Cai di Baveno/Stresa si arriva ai circa 800 mt d’altitudine, nell’agglomerato di ville costruite nel secolo scorso su terreni comunali di Gignese,Vezzo e Levo.
Queste ville di proprietà di ricche famiglie Piemontesi e Lombarde, che popolano durante il periodo estivo e le feste invernali questo stupendo borgo.
Alpino, il nome deriva probabilmente dall’albergo Alpino che il sacerdote G: Ambrosiani ricavò da un suo Alpeggio. Lo stesso fu poi venduto alla famiglia Adami di Baveno, che lo trasformò nell’importante Grand Hotel Alpino, dove nei suoi registri figurarono visitatori e frequentatori, personaggi illustri e teste coronate.
Oltre alla superba vista, la zona offriva ospitalità e conforto nei vari alpeggi disseminati lungo il percorso, a turisti ed escursionisti specialmente inglesi, che salivano al Mottarone.
Nel territorio del comune di Gignese Il Dott. Ottavio Rognoni, di Milano, ne scelse uno per impiantarvi l’Alpe: Istituto Pediatrico per la cura e convalescenza di ragazzi anemici.
Su questo colle chiamato alpino la presenza di celebrati artisti della scuola Milanese come:
Filippo Carcano, Uberto Dall’Orto, Eugenio Gignous, Eluterio Pagliano, Leonardo Bazzaro, Mosè Bianchi, Guido Baggiani, Paolo Sala, Pompeo Mariani, Achille Formis e altri, fecero, conoscere e apprezzare questo luogo, con le loro opere.

AlpinoIl pittore Mosè Bianchi annotò questo pensiero “ Qui i soggetti, i quadri si vedono a piè sospinto, e c'è di troppo”. A quest’annotazione Filippo Carcano aggiungeva “ Il vero dev’ essere il mezzo per esprimere un’altra verità: la verità dell’anima, quella che reale all’opera d’arte”.
Ai pittori fecero seguito musicista, come Ildebrando Pizzetti, e Toscanini portò, all’Alpino un suo allievo Guido Cantelli, Giovanni Anfossi, ospitò nella sua stupenda villa l’allievo Arturo Benedetti Michelangeli. La villa Anfossi conserva un’epigrafe latina Del Dott. Achille Ratti spesso ospite di Casa Anfossi, guardando ammirato l’ampio panorama commentava: ” Qui tutto è musica, ed il compito del maestro è quello di tradurre in note la voce superba della natura”.
Ora il Grand Hotel Alpino è stato trasformato in degli appartamenti residenziali, numerose sono state le variazioni e i proprietari di ville importanti, come Villa la Quiete dell’editore Mazzocchi, prima di proprietà della duchessa Eugenia Litta Bolognini, meglio conosciuta per essere stata l’amante di re Umberto 1°, il trenino che saliva da Stresa passando dai borghi di Binda Vedasco, La Parusciola Gignese Alpino e in fine Mottarone, ora questi luoghi sono stati trasformati, ma il paesaggio e la poesia che questi luoghi trasmettono sono sempre vivi ad attuali anche ai nostri giorni.
Nel 1934 fu realizzato Il Giardino Alpinia ricco di piante officinali alpine e con una frequentata sorgente, come se non bastasse da questo eccezionale punto lo sguardo si perde all’orizzonte dove si fonde lago, monti e cielo.