Someraro di Stresa
A cura di Luigi Morandi

SomeraroUscendo dal borgo di Levo, scendendo verso Baveno sulla strada Delle Due Riviere, dopo circa due chilometri, si incontra a il borgo di Someraro, che si distende sul rapido pendio le sue case dal colore bruno della pietra locale.
L’origine del nome sembra legata a due probabilità: per taluni è collegata al nome latino Somarius, per altri, più fantasiosi, dai ”Somarelli”, mezzo di trasporto merci nel Mergozzolo, sul mite quadrupede.
Nel XII secolo pare che gli abitanti di Carciano, costretti a fuggire dal terremoto vi si siano trasferiti costruendovi un oratorio dedicato a San Bernardo d ’Aosta.
Nel 1887 fu iniziò la costruzione di una chiesa più grande e centrale nel paese sotto il titolo della Consolata, come ricorda una lapide affissa nel tempio. Anche questo borgo, come
Levo, fu devastato da tempeste e gelate che rovinarono il già misero raccolto.
Nel settecento forniva castagne, segale e vino di cui però gli stessi produttori non ne erano molto soddisfatti.
Vi erano due piccoli mulini a una ruota sul torrente Turì, e la rendita comune dal grande bosco Cugnolo. Anche Someraro, molte persone furono costrette ad emigrare praticando i più svariati mestieri, tra i più ricordati, "vagliaio" e "cestaio" per la sorprendente abilità nell’intrecciare vimini.
Nel 1871 su modello svizzero vi si costituì la prima latteria sociale italiana. L’edificio fu poi acquistato da Luigi della Minola che nel 1884 donò al paese come sede per le scuole.
Il borgo di Someraro era formato da due rioni, cantone di sopra e cantone di sotto, al centro sorgeva un grande noce, dove si svolgevano le assemblee del paese.
Il "noce di Someraro", il "lauro di Levo", "l’ippocastano di Campino", elementi comuni di luoghi di riunione, aggregazione e svago per i borghi delle comunità dei tempi passati. Come con le tradizioni del passato, oggi si è perso il gusto di provare a immaginare la vita in quel tempo, alzando la testa nel centro del borgo si può vedere la variopinta funivia del Mottarone, che congiunge, sospesa nel vuoto, il Mottarone, L’alpino e Carciano in riva al lago. Nel 1921 nelle carte che pubblicizzavano Someraro, vi era scritto "Piccolo villaggio in mezzo ad una stupenda foresta di colossali castagni millenari".
Oggi frequentatissima località di villeggiatura, come del resto tutto il comune di Stresa, grazie alla splendida posizione e alla vicinanza del capoluogo.
Nel borgo troviamo un rinomato ristorante (ex Cardini), un negozio di alimentari, la sede del gruppo Alpini e la Pro Loco, dove sarà possibile avere informazioni più dettagliate.Someraro
Nelle Consegne del 1380 è attestata l’unione di quattro borghi: Levo, Someraro, Campino e Carciano a sostenere gli oneri signorili verso l’archiepiscopato milanese.
A pochi minuti d’auto da Someraro si raggiunge il capoluogo percorrendo due strade panoramiche: la prima attraversa l’abitato dividendolo in due, incollata sui pendii sopra Carciano, la seconda, più agevole, parte a monte dell’abitato dalla via due riviere, attraversando il bosco di castagni del comune detto Selva Lunga. Sotto il paese corre veloce il tracciato dell’autostrada Voltri-Gravellona Toce.
Percorrendo la via due riviere si scende verso Campino fino ad arrivare nel Comune di Baveno, in riva al lago.