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Lungolago

Stresa oggi incanta. Ma in un tempo nemmeno tanto lontano offriva ben altra immagine di sé.
Quattro case su uno specchio d’acqua, senza vie di comunicazione. Ecco cos’era la cittadina del Verbano, alcuni decenni dopo la costruzione della strada del Sempione voluta da Napoleone Bonaparte.
Intorno alla metà dell’Ottocento divenne località di villeggiatura per ricche famiglie che vi costruirono diverse ville; ma non era stata ancora imboccata la via della celebrità.
Tutto ebbe origine con il treno. Non un qualsiasi convoglio su rotaie che vi arrivava già nel 1885, ma nell’anno 1906, con l’apertura della linea ferroviaria che diede l’avvio al movimento turistico della località, grazie soprattutto all’inaugurazione del traforo del Sempione, seguita nel 1921 da quella della seconda galleria: tutti i treni internazionali di lusso come l’Orient Express (e il Peninsular Express) fecero capolino sul lago, scaricando la crème de la crème dei viaggiatori provenienti da Londra e Parigi e diretti a Venezia, che si fermavano per una tappa a Stresa.
La cittadina piemontese non era all’altezza per quanto riguardava l’accoglienza, ma ben presto si attrezzò come altri luoghi dove il treno sostava. E si abituò alla “grandeur”.
Fasto, uomini illustri che durante la “Belle Epoque” la frequentavano con assiduità, ma anche negli anni Trenta e ancora nei Cinquanta con le pause forzate delle due guerre. Non solo: veri frammenti di storia sono stati scritti qui.
Stresa negli anni Trenta fu sede di due conferenze internazionali: la prima dal 5 al 20 settembre 1932, la seconda e più importante dall’11 al 14 aprile 1935 che interessò Italia, Francia e Inghilterra, nell’intento di trovare una linea d’azione comune per contrastare la politica della Germania nazista.